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Lo Xilofono Basso di Turandot e le sue bacchette

Dal Siam alla Cina immaginaria di Puccini

Questo xilofono dotato delle sue bacchette originali costituisce un altro esempio di genialità del compositore e della sua capacità di unire il mondo orientale a quello occidentale attraverso l’opera lirica.

Durante il periodo compositivo del Maestro infatti, Galileo Chini, artista che disegnò la copertina dell’opera Turandot e i bozzetti per le scenografie, portò con sé da un viaggio nella penisola del Siam alcuni strumenti musicali tipici di quei luoghi.

Il maestro, incantato da queste sonorità, decise di inserire all’interno della partitura uno xilofono, probabilmente il “Ranat Thum” thailandese, facendolo ricostruire dai Tronci utilizzando il sistema di intonazione temperato ed un design decisamente più occidentale. Le bacchette in legno furono costruite appositamente per lo strumento, su ispirazione dei calza scarpe costruiti dai calzolai.

Questo strumento oggi non viene più utilizzato per la riproduzione della Turandot poiché sostituito dallo xilofono odierno.